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30 novembre 2015

Annullamento viaggio: come ottenere il rimborso della caparra

ViaggiDopo l'attentato del 13 novembre scorso a Parigi, le agenzie di viaggi, i tour operator e le compagnie assicurative stanno registrando una maggiore richiesta di polizze di annullamento viaggio, a causa del clima di inquietudine e insicurezza che si è esteso a tutta l'Europa, soprattutto nella capitale francese, a Bruxelles e Sharm-el-Sheik.

 

Tra i viaggiatori, quindi, è particolarmente sentita la necessità di stipulare un'assicurazione che permetta di annullare il proprio viaggio anche poco prima della partenza, nel caso si verifichino attacchi terroristici come quello accaduto in Francia.

 

Il consiglio è quello di contattare la propria compagnia assicurativa e richiedere specificatamente una copertura annullamento viaggio nel caso di attentati o altre "cause di forza maggiore", leggendo interamente e attentamente il contratto prima di sottoscriverlo.

 

In questo post avevamo già parlato ad esempio di EX-tension di Allianz Global Assistance, una copertura aggiuntiva dedicata proprio al pericolo di atti terroristici.

 

Se un viaggiatore non ha pensato ad una copertura di annullamento viaggio, per disdire e richiedere il rimborso della caparra senza incorrere in penali è necessario che le cause di forza maggiore (come sommosse popolari, attentati, disastri naturali, ecc.) siano dichiarate ufficialmente dal Ministero degli Affari Esteri (Farnesina), unico ente governativo abilitato.

 

Se il consumatore decide di annullare per cause di forza maggiore un viaggio in una località che non è stata ufficialmente sconsigliata dalla Farnesina, l'agenzia di viaggi o tour operator possono accettare di non rimborsare la caparra del viaggio organizzato.

 

Infatti, nonostante l'art. 1256 del Codice civile stabilisca che il turista abbia diritto al rimborso nel caso venga a mancare la serenità e l'assenza di preoccupazioni che ci si attende da una vacanza, e nonostante il D.Lgs. n. 111/1995 in tema di tutela del consumatore nell'acquisto di pacchetti turistici tutto compreso indichi che l'operatore turistico debba restituire il denaro al consumatore nel caso il recesso dipenda da "fatto non imputabile" ad esso (come sommosse, terrorismo, epidemie, ecc.), sono molte le strutture che in questi casi non restituiscono la caparra ai consumatori.

 

In alcuni casi, infatti, nel contratto è presente un "cavillo" secondo cui la disdetta obbliga il consumatore a una penale del 50% a titolo di risarcimento danni nei confronti dell'operatore turistico. Il viaggiatore si può quindi veder costretto a un tentativo di conciliazione e in seguito al ricorso all'autorità giudiziaria.

 

In particolare, la scorsa primavera, molti viaggiatori in procinto di partire per la Tunisia, dopo aver disdetto i loro viaggi a causa del pericolo attentati ed aver ottenuto dalle agenzie un feedback negativo, hanno richiesto la consulenza e l'aiuto di alcune associazioni, come Federconsumatori o Adiconsum.

 

In ogni caso, in caso di richiesta di rimborso della caparra per il proprio viaggio annullato, si inizia compilando un modulo apposito (se ne trovano diversi su Internet) e inviandolo alla propria agenzia. Se le cose non dovessero andare bene, allora come secondo step si può rivolgersi a una delle associazioni a tutela del consumatore.